Rap di Natale 2014
Pubblicato il 16 dicembre 2014 Lascia un commento
Prosegue la tradizione natalizia inaugurata qualche anno fa (per un ripassino veloce clicca qui e qui) con la rubrica “Anche mia nonna può fare il Rap”.
Il Drago di Carta porge dunque gli auguri ai lettori col Rap di Natale 2014, già andato in onda in anteprima su RadioCitofono (potete ascoltare la puntata integrale qui.)
Ecco il rap natalizio del duemilaquattordici
ve l’ho confezionato con la colla e con le forbici:
la punta è arrotondata, così non è la rima
che affonda nelle orecchie e se resisti tanta stima.
Frate’ quest’anno è nero, lo dice pure l’istat
ma io ancora una volta sbando in curva e resto in pista.
Quello che dobbiam fare, amico, è resistenza:
non sono ottanta euro ad appagar la mia coscienza.
Resisteremo come Leonida alle Termopili
o come Indiana Jones caduto nelle sabbie mobili
o anche come il Barone di Italo Calvino
salito su di un albero quand’era piccolino,
perché lui le lumache non le volea mangiare
figurati le balle che mi voglion propinare!
Così questo Natale faccio la rivoluzione:
canto tutto il mio amore in via mercanti, dal balcone.
Lo grido nell’androne, lo rappo dal citofono,
rimango senza fiato come fossi un poco idrofobo,
così che che mi si senta per tutto l’isolato
lo urlo anche col rischio di finire ammanettato.
E questo infatti è il punto di tutta la situazione,
è stato dimostrato che la vera ribellione
è un gesto di bellezza, gratuito ed altruista
e a questo bello mio non c’è oppressione che resista.
Così anche quest’anno, faccio gli auguri in rima,
sto rap che fila liscio la raggiunge e resta in cima
a tutte le classifiche di musica del mondo
auguri a tutti quanti, ve lo dico dal profondo.
El Champú de Dios
Pubblicato il 10 dicembre 2014 Lascia un commento
(la versione italiana invece è qui)
Todo empezó cuando a Dios se le acabó el champú.
Tendió la mano (sin ver, ya que estaba obscuro) tras la cortina de plastico de la ducha, que se le pegaba siempre encima más que el Maná del Cielo, y la cerró sobre el frasco de champú, que resultó enseguida ser demasiado, demasiado ligero.
«Maldita sea» suspiró Dios, y queriendo mirar dentro de la botella dijo «¡Luz!» y hubo luz: estaba vacío de verdad.
Salió entonces de la ducha, todavía goteando el agua de reciente creación, e inventó la toalla.
Luego se puso a pensar a una solución a su problema. Desde luego habría podido salir afuera para comprarlo, si tan solo hubiese existido un “fuera”… Resuelto esto, entonces creó los cielos y la tierra (que estaba sumergida en el agua por culpa de una pequeña pérdida) y los dividió ahí en el fondo con el rotulador negro. Finalmente hizo que el agua se retirara un poco para dejar sitio a la tierra firme, donde empezó a hacer pruebas.
«¿Eres tú el vendedor?» preguntó, después de haber creado la vaca.
«No, yo soy la vaca.»
«Maldita sea» suspiró Dios, y después de haberla despedido se buscó el próximo objetivo.
«¿Eres tú el vendedor?» preguntó.
«No, yo soy el cerdo» contestó, y se tiró un pedo, como buen cerdo.
«Maldita sea» suspiró Dios.
Luego vinieron el Canguro, el kraken, el chupacabras y la oveja, pero ninguno era el vendedor.
Como había acabado con todo el material que tenía creado, Dios se sentó sobre una roca y sin pensarlo empezó a juguetear con un poquito de lodo que estaba allí por el suelo.
Hizo una figurita rara, algo parecido al mono (pese aque tampoco el mono era el vendedor) y cuando la hubo terminado, ya que estaba, le dio la vida.
«¿Eres tú el vendedor?» preguntó cortésmente Dios, que ya no esperaba recibir respuestas afirmativas.
«Sí» respondió el hombre, después de haberlo pensado un rato «soy yo.»
«¿y… Tienes champú?»
«No sabría decirte, es mi mujer la que pone orden entre las cosas.»
«¿Y dónde está?»
El hombre se encogió de hombros.
«Todavía no la has creado.»
«Maldita sea» suspiró Dios.
Entonces cogió más lodo, y se puso a trabajar, creando una figurita parecida a la primera, aunque algo diferente.
«¿Eres tú la mujer del vendedor?» preguntó Dios.
«Sí, soy yo.» contestó la mujer.
«Champú, ¿tenéis?»
«¡Claro!. ¿Cómo lo quieres?»
«Anticaspa.»
«Ah. Lo siento. Se nos ha terminado.»
«¡Maldita sea!» exclamó Dios. Y volvió a su casa.
Lo Shampoo di Dio.
Pubblicato il 10 dicembre 2014 1 Commento
Tutto ebbe inizio quando Dio finì lo shampoo.
Allungò la mano(alla cieca, poiché era buio)oltre la tenda di plastica della doccia, che gli s’appiccicava sempre addosso che manco la Manna dal Cielo, e la richiuse sul flacone che si rivelò subito essere troppo, troppo leggero.
«Mannaggia» sospirò Dio, e volendo sbirciare dentro il contenitore disse «luce» e luce fu: era proprio vuoto.
Uscì quindi dalla doccia, ancora grondante dell’acqua che aveva da poco creato, e inventò l’asciugamano.
Quindi si mise a pensare a una soluzione per la faccenda. Avrebbe certamente potuto uscire fuori a comprarlo, se solo fosse esistito un “fuori”. Risoluto, allora creò il cielo e la terra (che era però coperta d’acqua a causa di una perdita) e li divise laggiù in fondo con l’uniposca nero. Finalmente fece sì che l’acqua si ritirasse un poco e lasciasse spazio alla terraferma, dove cominciò a fare le prove.
«Sei tu il venditore?» chiese dopo aver creato la mucca.
«No, io sono la mucca».
«Mannaggia» sospirò Dio, e congedatala si concentrò sul tentativo successivo.
«Sei tu il venditore?» chiese.
«No, io sono il maiale» rispose il maiale, e scoreggiò, perché era un maiale.
«Mannaggia» sospirò Dio.
Poi vennero il canguro, il kraken, lo Yeti e la pecora, ma nessuno era il venditore.
Avendo dato fondo a tutto il materiale che teneva da parte per la creazione, Dio si sedette sconsolato su un sasso e senza pensarci, iniziò a giocherellare con della fanghiglia che c’era lì a terra.
Ne fece una figura strana, un po’simile alla scimmia (anche se nemmeno la scimmia era il venditore)e quando l’ebbe finita, già che c’era, le diede vita.
«Sei tu il venditore?» domandò garbatamente Dio, che ormai non ci sperava neanche più.
«Sì» disse l’uomo, dopo averci pensato un po’ su «sono io.»
«Hai dello shampoo?»
«Non saprei, è mia moglie che mette via le cose.»
«E dov’è?»
L’uomo fece spallucce.
«Non l’hai ancora creata.»
«Mannaggia» sospirò Dio.
Poi prese altro fango e si mise al lavoro, e fece una figurina simile alla prima, ma un poco diversa.
«Sei tu la moglie del venditore?» s’informò Dio.
«Sono io» rispose la donna.
«Hai dello shampoo?»
«Certo. Come lo vuoi?»
«Antiforfora.»
«Ah. Mi spiace, quello è finito.»
«Mannaggia» sospirò Dio.
E tornò a casa.
Radio Citofono
Pubblicato il 5 dicembre 2014 Lascia un commento
Ogni domenica.
Alle 15.45 (orario invernale).
In via mercanti 3 a Torino.
Ora lo sapete, sapevatelo.
