Lo Stato spiegato ai ragazzi

Quand’ero sbarbato mi sono ripromesso due cose: che mi sarei tenuto il più possibile alla larga da ospedali e scuole.

Le ho infrante entrambe.

La prima quasi due anni fa, quando ho cominciato a lavorare come consulente in comunicazione per il settore sanitario.

La seconda lo scorso novembre, quando con mia grande sorpresa ho cominciato ad essere chiamato Prof: docente di Diritto ed Economia in un istituto professionale.

(Sia chiaro, l’insegnamento mi è sempre piaciuto: era l’ambiente scolastico, così rigido e formale, a risultare ostico al mio emisfero cerebrale sinistro).

E così eccomi davanti a 30 ragazzi e ragazze di nazionalità, età, provenienza, cultura e – bando all’ipocrisia: non siamo tutti uguali ed è contro il bene degli alunni pensare il contrario – intelligenza diversi.

Alcuni erano lì per formarsi seriamente, altri solo per terminare gli anni di scuola dell’obbligo, altri ancora perché a casa non riescono a dormire.

Pochi avevano idea di cosa fosse lo Stato.

E – benché con qualche eccezione – era perlopiù un’idea distorta, sbocconcellata, che scimmiottava frasi sentite forse dalle conversazioni dei genitori, che a loro volta sembrava l’avessero presa pari pari dalla TV.

Lo Stato sono le tasse, lo stato è lo sbirro, lo stato sono loro che guadagnano centomila euro al mese e mio padre è in cassa integrazione.

Così, quando mi sono trovato a dover spiegare cosa sia lo Stato e come sia progettato, come dovrebbe funzionare e perché a volte non lo fa, ho capito che avrei dovuto semplificare il più possibile ogni concetto, per rispetto a quella diversità di cui sopra.

Senza sarcasmo, senza pregiudizi.

Ho disegnato sulla lavagna (ora sono in PVC e ci si scrive su con i pennarelli) la sagoma di una persona e gli ho presentato lo Stato come un corpo umano.

LO STATO COME IL CORPO UMANO

Immaginate lo Stato come il corpo di una persona: testa-braccia-gambe-vene-muscoli tutto.

Proprio come il nostro corpo, lo Stato ha degli organi diversi tra loro per forma, bisogni e funzioni, che gli consentono di sopravvivere: la compromissione di uno solo di questi, porta alla malattia e quindi alla morte dello Stato.

IL CUORE

Il cuore è il motore del corpo. Pompa il sangue nelle vene e fa in modo che arrivi a tutti gli altri organi.

Il Cuore dello Stato è il Parlamento: la democrazia, la linfa che scorre nelle vene dello stato, passa tutta da qui e viene pompata a tutti gli organi.

Il cuore ha una parte destra e una sinistra, il Parlamento ha due Camere, uguali per dignità e per funzione, anche se con piccole differenze al loro interno.

Se una parte del cuore è affaticata e pompa meno dell’altra, tutto l’organismo ne risente. Se il cuore smette di battere, il corpo muore.

Così lo Stato.

IL CERVELLO

Il cervello guida i movimenti volontari del corpo: decide se andare da una parte o dall’altra, quando e quanto mangiare, quando lavorare e quando svagarsi…

Il cervello dello Stato è il Governo, e i Ministri sono le varie aree del cervello, ciascuna preposta a funzioni specifiche.

Se il cervello è pigro, il corpo lavora poco e male; se invece pretende troppo senza concedere riposo, il corpo verrà presto sfinito.

Come con il cuore, se il cervello non funziona bene, tutto il corpo ne subisce le conseguenze.

Ma il cervello non è più importante del cuore, e non può imporgli la sua volontà e non può farlo smettere di battere (anche se, a certe condizioni, può sollecitare che batta più piano o più in fretta).

GLI ARTI

Braccia e gambe dello stato, governati direttamente dal cervello, sono la Pubblica Amministrazione.

A seconda della propria abilità, dell’allenamento, del carico di lavoro in arretrato, potranno svolgere i compiti assegnati dal cervello con efficienza o meno.

Chi fa sport lo sa bene: arriva un momento in cui le gambe, per la troppa fatica, non riescono più ad andare avanti, e le prestazioni calano.

Allo stesso modo, quando la Pubblica Amministrazione è sovraccarica, il corpo dello Stato è affaticato e non riesce a svolgere tutti i suoi compiti.

IL SISTEMA IMMUNITARIO

Il sistema immunitario dello Stato è il sistema Giudiziario.

La magistratura riconosce gli “agenti patogeni” e i corpi di pubblica sicurezza, come fanno gli anticorpi, li aggrediscono per renderli innocui.

Quando c’è uno stato di infiammazione cronica, come un’allergia ad esempio, il sistema immunitario fa fatica a riconoscere tutte le minacce e neutralizzarle.

Quando il sistema immunitario dello Stato viene neutralizzato, il corpo è esposto alle malattie.

Ma può anche capitare che, come nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario attacchi il suo stesso organismo, aggredendo organi sani (talvolta sotto suggerimento di un cervello che non funziona a dovere): è il caso del colpo di stato.

L’ANIMA O COSCIENZA

Ogni Stato ha un suo spirito, qualcosa che lo rappresenta e ne racchiude il senso e i valori.

Il custode di tutto ciò, quando parliamo dello Stato Italiano, è il presidente della Repubblica: a lui è affidata la rappresentanza dello Stato e la sua guida morale.

Non può comandare né al cuore né al cervello, ma può sussurrargli (o sgridarli anche parecchio forte) perché tornino a lavorare come si deve.

LO SCHELETRO

Lo scheletro, ciò che regge in piedi tutto il corpo e gli dà una struttura solida, ma anche flessibile, è la Costituzione della Repubblica Italiana.

Senza di essa il corpo si affloscerebbe in un batter d’occhio e cesserebbe di essere ciò che è.

Benché ciascun argomento sia stato poi approfondito debitamente (con grande dispiacere dei miei alunni, perché era tutto argomento di interrogazione), sono consapevole che questa sia una grande semplificazione.

Ma credo anche che in uno Stato (un corpo) come quello italiano, dove l’educazione civica è uscita di scena negli anni ’70 insieme all’educazione fisica (due ore a giocare a calcetto in palestra a settimana non lo sono) ci sia un grande bisogno di ricominciare da qui.

Dalle cose semplici.

P.S.

Se sei un insegnante, e questa idea ti piace, sentiti libero di riutilizzarla. Se hai suggerimenti od osservazioni per renderla più esatta, più completa o – perché no? – solo più interessante, scrivimi un commento qua sotto!

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Officina di Scrittura Creativa: nuovo laboratorio

 

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Il 30 giugno torno a fare il diavolo a quattro con il mio ormai collaudato Laboratorio di avvicinamento alla Scrittura Creativa, pensato per chi vorrebbe scrivere, ma non sa da dove cominciare.

I posti sono come al solito limitati, perché mi piace tenere alta la qualità costruendo un buon gruppo dove ciascuno può trovare il proprio spazio, e il costo contenuto, perché mi piace fare cose alla portata di tutti.

Tutte le informazioni cliccando questo bottone qua (ATTENZIONE: il bottone potrebbe anche far esplodere una stella, da qualche parte, nel cosmo).

bottone

Rime caraibiche

Anche quest’anno ho collaborato con la Pasticceria Ugetti nella stesura dei testi che avrebbero accompagnato le geniali creazioni di cioccolato realizzate per le festività pasquali.

Quest’anno, poiché pasqua cadeva il 1 aprile, giorno più noto per il famoso pesce, la collezione è stata tutta incentrata sul mondo marino.

Quella che segue è la filastrocca introduttiva: potete trovare le altre sul sito di Ugetti!

Un atollo è un’isoletta
fatta tutta di corallo:
ce n’è uno che ti aspetta
dentro un mare di cristallo.

Qui c’è un granchio (un bel tipino)
chiuso dentro al suo castello,
ed un gambero un po’ strano
che va in giro su un battello;

c’è una Cozza timidona
appassionata di tramonti,
ed un polpo che piccona
l’isoletta su più fronti;

un pescetto assai speciale
forse un po’ scavezzacollo
ed una Piovra Reale,
la Regina dell’Atollo.

Le sue spiagge sono bionde,
il suo mare trasparente,
così dolci le sue onde
che non serve il salvagente.

Questo posto è un paradiso
dove splende sempre il sole:
piove solo con preavviso
(e se la Regina vuole).

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Il Giorno del Giudizio (e quel che avvenne dopo) a Libri a Km_Zero

Ogni presentazione è come fosse la prima.

Qualche tempo fa ho presentato Il Giorno del Giudizio (e quel che avvenne dopo) al Circolo dei Lettori di Torino, davanti al gruppo di lettura Libri a Km_zero:

Il Piemonte è ricco di editori indipendenti che resistono e raccontano. Un libro a incontro, ne scopriamo le storie, gli autori, i significati in appuntamenti basati su un gioco d’improvvisazione dove prendono forma temi imprevedibili, emozioni nascoste e ragionamenti sul testo.

È un bel progetto, che va incontro alle difficoltà della piccola e media editoria e degli autori esordienti, di farsi leggere in un mercato che conta circa 350 nuovi libri pubblicati ogni giorno.

Ed è stato un onore per me essere l’autore di apertura del 2018.

Federico Audisio, ottimo padrone di casa, mi ha reso il compito molto più semplice, dirigendo la conversazione in maniera spigliata e non banale.

Eppure, al momento di leggere, la sensazione è sempre la stessa: quella di essere messo a nudo.  Un ché d’imbarazzo, quindi.

Ma anche un certo beffardo appagamento.

Ferdinando de Blasio ospite di Libri a Km_Zero al Circolo dei Lettori

Foto: Mattia Capone

 

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