Liber-a-Mente presenta: Yurutsuki
Pubblicato il 11 ottobre 2011 Lascia un commento
Questo mese vi consiglio la magnifica raccolta di racconti realizzata da Writer’s Dream, comunità di scrittori che strenuamente si batte contro l’editoria a pagamento sotto laguida di Linda Rando.
Otto racconti dal sapore orientale di otto autori fuori di penna.
Una splendida antologia, curata e accattivante, che saprà risvegliare la vostra curiosità.
Non è gratis, ma il costo è così basso che è come se lo fosse.
Rinunciate all’Happy Meal e mangiatevi un buon libro!
Disponibile qui.
Sogni
Pubblicato il 6 ottobre 2011 Lascia un commento
Stavolta, è il caso di dirlo, mi faccio un giro fuori dagli schemi.
Torno ai deliri, insomma.
Non è prosa, non è poesia, forse se la stampate su carta abbastanza morbida un uso potete trovarlo comunque. Ma tant’è!
Buona Lettura…
Di che cosa sono fatti i sogni?
Attimi rubati dal quaderno di Dio
Soffi di nuvole
sbuffi di cenere
Parole sussurrate, risate
infiniti silenzi.
Musiche lontane
Tocchi di campane
Zucchero dal cielo in un mattino d’autunno
Navi volanti, giganti
grilli parlanti.
Corse affannate
Sassi, salti, sapori
Carezze chiuse in gabbie di cristallo.
Grano nei campi.
Desideri, rimpianti,
altri sogni.
Racconti Lampo – Passeggero
Pubblicato il 4 ottobre 2011 Lascia un commento
Tornano i racconti lampo! Oggi propongo un thriller in appena 137 parole…
Guardava l’agente restituire la patente al giovane che le sedeva a fianco.
– Non si sente bene? – chiese il poliziotto, abbassandosi all’altezza del finestrino e scrutandola attraverso gli occhiali a goccia.
– Chi, lei? – chiese il giovane – dipende da cosa intende per “bene”. Vede, mia sorella soffre di una grave forma di autismo…
Sembrava quasi vero.
Si sentiva debole, non riusciva a muovere un muscolo, ad emettere un gemito.
– Mi spiace – disse l’agente congedandosi – non correte e fate riparare al più presto quel fanale.
– Sissignore – sorrise il ragazzo.
Poi, mentre il rombo della motocicletta scompariva, si voltò a guardarla.
– Non preoccuparti – le sussurrò rassicurante – l’effetto dell’anestetico svanirà tra qualche ora. Dopo sentirai tutto. Tutto quanto.
RTR: Settanta Piedi
Pubblicato il 1 ottobre 2011 Lascia un commento
Quella che vado a presentare è, più che un’iniziativa, una scommessa.Con RTR, ovvero Racconti in Tempo Reale, la linea sottile tra autore e lettore si fa ancora più sottile.
E si annoda a cappio, ma questa è un’altra storia…
Ma come funziona?
Semplice, di volta in volta proporrò svolgimenti alternativi dell’episodio del racconto.
Tutto quello che dovrete fare, maledetti sfaticati, è votare nel sondaggio in fondo alla pagina quello che preferite.
Io penserò al resto!
Cominciamo subito con… “Settanta Piedi”, racconto umoristico (ovviamente) dal sapore fantasy.
– Risparmia il fiato per la corsa – gli rispose il secondo, ansimando – lo stiamo perdendo.
– Tranquillo, è in trappola, non c’è via d’uscita dalla torre.
Ignaro di tutto ciò il nano trottava senza sosta, sparato a velocità folle su per le scale dalla potenza di una pozione Celeritas, più comunemente nota col nome di Pepealculo.
Gli era venuta la brillante idea di rubare la fiala dal laboratorio alchemico del castello e berla d’un fiato, senza peraltro avere la più pallida idea di cosa contenesse.
In questo stava, dopotutto, la sua più grande qualità: possedere una fortuna sfacciata.
Quel piccolo barile di ciccia con le gambe li guardava con occhi stralunati e sinistri.
La barba, nera e ispida come lo scovolo di uno spazzacamino, ondeggiava sospinta dalla brezza fredda che spirava dalla finestra. Tra tutto quel pelo, le due guardie videro allargarsi un sorriso.
– Addio, babbei – gracchiò il nano, agitando la mano serrata intorno ad un grosso diamante.
I soldati si arrestarono.
– Non avrai davvero intenzione di lanciarti da lì vero? – chiesero in coro – saranno almeno settanta piedi.
– Non avrai davvero intenzione di lanciarti da lì vero? Gne gne gne. – gli fece eco il nano.
Poi gli mostrò il dito medio della mano libera e si volse a guardare giù.
Settanta piedi più in basso, un piccolo sentiero si inoltrava nel bosco.
– Grazie alla pozione che ho bevuto, volerò giù delicato come un passero.
Le guardie si scambiarono uno sguardo perplesso.
– Fermo idiota! Quella era una pozione Celer…
Ma non fece in tempo a finire la frase.
– Nano in arrivo – ululò il fuggitivo, mentre saltava giù da una torre di settanta piedi.
Secondo una prassi consolidata, qualora fosse stato necessario sostituire un Nobile Destriero, si gonfiava il pony con un tubo di gomma fino a renderlo della dimensione desiderata.
All’interno del cocchio viaggiava sua altezza serenissima, la Principessa Desideria, di ritorno da un master in economia. Costei era estremamente bella. Talmente tanto da essere costretta ad uscire in pubblico col viso coperto, poiché la sua sola visione provocava dolorose erezioni a qualsiasi individuo di sesso maschile, dato che allora si indossavano calzoni di cuoio e niente mutande.
A fianco a lei sedeva Ingrid, orchessa guerriera e damigella di sua altezza, famosa a quel tempo per aver sconfitto Haka il Tremendo, che non gli aveva ceduto il posto sull’autobus.
– Dannazione – gridò il cocchiere, rallentando.
– Che succede? – domandò la principessa Desideria, sporgendosi per vedere cosa fosse successo.
– Scusate altezza, non volevo allarmarvi, si è solo forato un Nobile Destriero.
– Che sfortuna – disse lei, riappoggiando la schiena al sedile – proprio adesso che siamo quasi all’ingresso del castello!
– Ci penso io – disse risoluta Ingrid, tirando fuori un tubo di gomma dalla cassetta degli attrezzi.
– Un momento – la interruppe Desideria – non senti questo fischio?
Tesero le orecchie, nel silenzio dell’abitacolo. In effetti si udiva qualcosa.
Il fischio si fece grido, il grido boato.
– Chi diavolo sei tu, tappo? – ringhiò Ingrid, afferrando per la barba l’intruso che aveva appena sfondato il tetto della carrozza.
– Bada a come parli. Io sono Bastard, il nano Volante! E ora mettimi giù, ammasso di steroidi.
…