Nulla die presenta Ali di Ruggine

Cari amici e lettori,

abbiamo il piacere di annunciarvi la presentazione, in collaborazione con ANPI e mediterraneoforpeace.it di Ali di ruggine, Una favola della Resistenza, opera di esordio di uno fra gli autori più giovani del panorama letterario italiano ossia Ferdinando de Blasio di Palizzi.
 
Per l’occasione proietteremo immagini e video e leggeremo alcune nostre pagine: il tutto nel volgere di circa un’ora con inizio alle 17,30 del 21 aprile 2012.
 
Un cordiale saluto a tutti da Nulla die.
Massimiliano Giordano

Ebbene sì: la prima presentazione dell’opera è tutta siciliana, a cura della casa editrice stessa (che ringrazio).

Si terrà sabato 21 aprile a Piazza Armerina (EN) presso Red Coffee.

Durante l’evento il giovane autore Giovanni Mattia leggerà pagine significative del libro. Saranno presenti con l’editore, Massimiliano Giordano, altri autori della casa editrice Nulla die. Interverrà il presidente provinciale ANPI Arturo Giunta.

A breve, qualcosa di più alla mano per i lettori di Torino e dintorni!

F.

Il Mastino e il Chihuahua

Antonio Scognamillo, 75 anni, operaio metalmeccanico in pensione, era arrivato a Milano negli anni 60. Abitava in una villetta gialla, persa in mezzo ad altre cento villette gialle. Gennaro, il suo mastino napoletano, passava i suoi giorni sdraiato sul prato antistante la casa, legato ad una catena. Quest’ ultima era in realtà perfettamente inutile, dato che il molosso si alzava solo per bere e mangiare. Quando passava una bicicletta o un’auto un po’ più rumorosa del solito, alzava il testone e abbaiava una volta, emettendo una specie di sbuffo a mezza bocca. Buo’ sembrava dire.

Ogni giorno passava davanti al giardino il Chicco, il chihuahua della moglie del commendator Colombo, che andava in giro da solo perché secondo la proprietaria era un cane molto intelligente. Aveva una vocetta stridula e fastidiosa, come quei giochini che suonano quando li pesti. Proprio come la sua padrona. Si piazzava là dove la catena finiva e prendeva a infastidire il mastino per un quarto d’ora. Quello si limitava ad alzare la testa e dire: buo’. Una mattina Antonio, che era ormai vecchio, fatto uscire Gennaro in giardino si scordò di legarlo alla catena. Il mastino rimase al suo posto tutto il giorno, fin quando il Chicco non fece la sua comparsa svoltando dal viale. Si piazzò al solito posto e prese a stuzzicare Gennaro. Quello si alzò e avanzò ciondolando fin sotto al naso del Chicco. Terrorizzato, vedendo il molosso che avanzava senza catena, il chihuahua tremava come una foglia senza riuscire a muovere un muscolo. Gennaro lo guardò dall’alto, aprì la bocca in uno sbadiglio gigantesco e poi disse: buo’.
Il Chicco, che già si immaginava parzialmente digerito, fuggì veloce come un sorcio.

– Cos’è stato? – domandò la signora Colombo al marito.
– Non so – rispose il commendatore, senza fermare il SUV – sembrava uno di quei giochini rumorosi del Chicco.

Scommetto che c’è la morale, ma sono troppo pigro per trovarla adesso.
Buo’.

Ali di Ruggine – una favola della Resistenza.

Quando sul giovane Pippo, detto Senzamotivo, si abbatte senza riguardo tutta la violenza del suo tempo, gli restano solo due alternative: fuggire o resistere. Resistere. Come un albero che, colpito da un fulmine, non si spezza, lottando al fianco dei propri amici, difendendo le proprie montagne. Resistere, nella lieve consapevolezza che la guerra fa schifo, nella voglia di combattere per qualcosa di bello. Oscillando tra la realtà di un freddo inverno del ’43 e l’irrazionalità del mondo dei sogni, fra la rabbia e l’allegria, tra il sentimento e l’ironia. Resistere. Giocando a fare il “parmigiano”, quello con la “M”, perché quello con la “T” non è un gioco, ma un affare pericoloso: ci si rischiano le penne. Come accade quando le brutte notizie arrivano sul serio, il ritmo cambia, la storia cambia, il finale, irrimediabilmente, cambia. E le cose di sempre, tanto amate, cominciano a colorarsi di malinconia, diventano ricordi, come fiori non ancora appassiti in mezzo a collezioni di oggetti arrugginiti. Sentimento e ironia: sono questi gli elementi che raccontano di un ragazzo che voleva fare il “parmigiano”, di resistenze personali, di amori radicali.

Pubblicato con Edizioni Nulla die, già da oggi disponibile nelle librerie online e ordinabile presso il vostro libraio in carne ed ossa.
A breve la presentazione ufficiale, Resistete!

[Ali di Ruggine sul blog di Nulla die]

Mai dire Mago

Un frammento che mi sono divertito a scrivere, per quanto il fantasy non sia esattamente il mio campo. Credevo di averlo perso ripulendo il pc finchè l’ho ritrovato, è il caso di dirlo, come per magia. Buona lettura,
F.


Tra la magia dei maghi e quella degli stregoni c’è la stessa differenza che corre tra la mano di un uomo e lo zoccolo di un cavallo. La prima è precisa, tecnica, controllata. Può fare molte cose. La seconda è potenza allo stato puro, un delirio primordiale di devastazione arcana. Tra gli uni e gli altri, non corre buon sangue. Un po’ come tra psichiatri e psicologi. Solo che questi, solitamente, non hanno le conoscenze o le capacità necessarie a sgretolare l’essenza di qualcuno fino ad eliminarne da questo mondo perfino il ricordo.

Martino è il classico mago. Si è formato alla Scuola Superiore delle Arti Prodigiose, laureato con il massimo dei voti e una tesi sull’Incanto Acquatico. Poi ha fatto gavetta sotto maghi famosi come il Vladimir Fustagni, Serse Bruco e Samuel delle Paludi. Ritiene gli stregoni individui privi di classe, pazzi scatenati con poteri che non sanno usare, come un gorilla con un Blackberry.

Tristano è uno stregone: uno di quelli cui la magia è entrata dentro per forza, concentrati umani di potenza che minaccia di sciabordare dal corpo in ogni momento. Espulso dalla Facoltà di Magia Pirogena e da quella di Scienze della Creazione, vive alla giornata facendo l’artista di strada. Ritiene che i maghi siano persone meschine e frustrate, invidiose perché ciò che loro hanno ottenuto in anni di studi, la natura lo ha regalato agli stregoni alla nascita.

L’ultima volta che si erano incontrati era  il 79 Dopo Cristo, e gli abitanti di Pompei ed Ercolano non la presero bene. Tra maghi e stregoni è così: finito il tempo delle grandi battaglie, si trova qualsiasi pretesto per sfidarsi a duello. Il semplice contatto fisico, una precedenza non data a un incrocio, una mail di spam, tutto può finire in lotta.