Favoletta #2
Pubblicato il 13 settembre 2012 Lascia un commento
Al banchetto del Mondo si discuteva su chi fosse il più importante.
Si alzò il Fiume e disse che il più importante era lui: irrigava i campi e dava da bere all’uomo e alle bestie.
Il Monte però non era d’accordo, poiché il fiume discendeva da esso.
Il Cielo rise, con la voce del tuono, e alzatosi spiegò che solo grazie a lui l’acqua giungeva di nuovo al Monte.
Così si alzò il Sole, illuminando la stanza. Disse che il più importante era lui: lui scaldava la terra e l’acqua, lui faceva germogliare il grano, lui decretava l’inverno e l’estate, lui scandiva la vita del mondo.
Spazientito allora s’alzò il Vento e nessuno
riuscì a sentire più nulla.
Il famoso scienziato
Pubblicato il 11 settembre 2012 1 Commento
Il famoso scienziato aveva calcolato che, se avesse ottenuto sei cloni di se stesso, avrebbe avuto tutto il tempo necessario a fare ciò che più gli piaceva: oziare.
Così si mise al lavoro, nell’arco di una notte costruì la macchina che avrebbe realizzato il suo sogno e la mattina seguente la mise in funzione. Creò un clone per tenere le lezioni all’università, uno per le cerimonie importanti, uno per le faccende domestiche, uno per la ricerca di laboratorio, uno per scrivere articoli scientifici per riviste prestigiose e l’ultimo avrebbe finalmente avuto il tempo per cercargli una fidanzata.
Sei cloni così perfetti, e somiglianti a tal punto, che nessuno aveva voglia
di fare un cazzo.
Babele
Pubblicato il 9 settembre 2012 1 Commento
Cari quattro gatti, dame di cuori, malati di alzheimer che rileggono dieci volte lo stesso racconto e ogni volta si stupiscono del finale, fante, cavallo e re: Il Drago di Carta è volato in Spagna, nella terra di Don Quijote, e durante la traversata è rimasto impigliato a un mulino. Ferito, ora perde gocce di inchiostro, così lo si può seguire anche da lontano.
Benedetto WiFi.
Ma ho poco tempo e una fame da muratore calabrese dopo quindici ore a montare putrelle, quindi vi lascio con qualcosa di breve ma che ben esplica la mia situazione attuale
Un bel giorno Dio, ch’era in vena di scherzi
disperse dell’uomo le lingue ed i versi:
Lo fece a Babele, che in lingua corrente
vuol dire un emerito cazzo di niente.
Gran bello scherzo, mi viene da dire,
ora che cerco di farmi capire
in questa terra di Spagna che pare
così distante dal mio focolare.
Provo a parole o coi gesti da soli
a chiacchierare con questi spagnuoli.
Ciò mi consola: se vuoi farti capire
vuol dire che almeno hai qualcosa da dire.
Haiku #8
Pubblicato il 4 settembre 2012 1 Commento
Magari ti chiamerò
trottolino amoroso
ma anche no.