Rap di Natale

Le righe che seguono immediatamente sono vecchiotte: sono auguri che scrissi nel 2009. Mi sembrano però sempre attuali (a parte la storia del pagellino) e quindi ho pensato fosse carino riproporle. Ma lo so cosa state pensando. “Guarda questo, ha il culo talmente pesante che ricicla perfino gli auguri!” E dunque, a seguito, ci piazzo anche gli auguri nuovi. In rima.
Tiè.

“Auguri semplici per amici speciali” (Natale 2009)
Auguri, auguri, è nato Gesù
Auguri studente, non soffrire più.
Auguri docente, sii buono a Natale
Che il mio pagellino non sia tanto male.
Auguri zitelle, sebbene da sole.
Auguri a chi abita sotto la Mole.
Auguri agli amici, vicini e lontani
Vorrei già, e non posso, vedervi domani.
Auguri a chi gioca in maniera scorretta:
Lo colga sovente brutale caghetta.
A chi è partito e festeggia lassù
A chi mi manca ogni giorno di più.
Auguri agli uomini, in loro città
Il Santo Bambino li trovi anche qua.
Auguri in rima, con versi giocondi
Questi l’ho scritti in ottanta secondi.
Auguri a tutti su questo mondo
già che son gratis, almeno abbondo.
Auguri sinceri, da parte mia
Per il Natale miglior che ci sia.

“Rap di Natale” (Natale 2012)
Questo del Natale è il rap che tutto spacca
lo canta pure Batman quando va a fare la cacca
lo gridan nelle strade le folle di ubriachi
lo ballano i tamarri con le braghe color cachi
lo rappa il giapponese nella bassa padana
che ha fatto il suo presepe tutto a colpi di katana.

Ascoltami fratello devi essere più buono
non usare “viulenza”come dice Abatantuono
che c’è Babbo Natale come il Grande Fratello
che sa se hai fatto il bravo o se sei stato cattivello
(e per sapere questo non serve la magia
basta un profilo Facebook, roba che manco la CIA)

Natale in fondo è questo: amore per il mondo
non solo spese pazze e pranzi sbronzi senza fondo
E questo rap in rima, che manco Fabri Fibra,
mi viene dal profondo dove il cuore zitto vibra
per dire a tutto il mondo, per dire a tutti quanti
auguri senza fine di un natale senza pianti.

[Ma un rap che si rispetti, lasciatemelo dire
senza una parolaccia non ha forza di finire
per questo in coda dico ad ogni mio collega:
Rapper di tutto il mondo, ma fatevi una sega!]

Svarioni Vari

Ami la tua città se
ogni volta che la rivedi
è come fosse la prima.

Questo è quello che ho pensato oggi, mentre mostravo questa bella Torino a due ospiti d’oltreoceano. Ero come un bambino che fa vedere all’amico i suoi giocattoli: ansioso di farlo, ma anche no, anche tremendamente geloso. Dopo appena tre mesi di assenza anche io guardavo ogni cosa come fosse la prima volta, come se non l’avessi mai vista.
Allargando gli orizzonti di questa riflessione, credo che possa valere per ogni cosa: capisci di amare davvero qualcosa quando ogni volta che la vedi è come fosse la prima, se ogni volta ti ri-stupisce, ti ri-incanta, ti ri-piace.

In coda a questo post, che potevo scrivere ma anche farne a meno,
inserisco un link che non c’entra una fava: è pronto il nuovo capitolo di “Spaghetti Western” su TheIncipit.

Se non lo sai, sallo
se non l’hai letto, fallo
se non gallina, gallo.

Terzo capitolo su TheIncipit

Prosegue su TheIncipit la saga dei due pistoleri più balordi del west.
Scampati ad una mandria di bisonti, che ha raso al suolo il Masticatoio come solo una comitiva di Irlandesi ubriachi dopo la Champions avrebbe saputo fare, si trovano ad affrontare un nuovo misterioso personaggio.
Chi?
Decidetelo voi!

L’ultima puntata, e anche le precedenti, sono disponibili sul sito.
Fateci un salto, se no il Reverendo si altera.

Intervista con “l’autore”

“Qualcuno legge il mio blog e gli piace pure. Ora ci ho le prove.”

Recentemente ho conosciuto Sarah Iles, siciliana d’importazione, appassionata di letteratura, che tra le altre cose gestisce un blog letterario.
Da un breve scambio di email apprendo almeno tre fatti sconvolgenti:

– Le piace il mio nome. Che, lo ricordiamo per i lettori che si sono connessi adesso, è Ferdinando. Insomma, non Vercingetorige, ma manco Paolo.
– Non pensa che sia pazzo, anzi, le piace quello che scrivo. Che, direte voi, non esclude affatto la prima ipotesi.
– Desidera intervistarmi. A me.

A dire il vero, pensavo avesse sbagliato autore. Pensavo che cercasse, che ne so, Fernando Pessoa. Che un po’ mi spiaceva dirle che è morto.
Così ho pensato di accontentarla. Però, leggendo le domande, ho avuto la conferma che no, non cercava Pessoa.

E così è nata la piccola intervista che potete leggere sul suo blog Sulle Parole, in cui si parla di ciò che scrivo, come e perché.

Ringrazio Sarah, già che ci sono, che ha avuto il coraggio di scendere nella tana del Drago fino a sbirciare tra le sue fauci. Che i draghi si sa, non sono proprio i paladini dell’igiene dentale!