Il terribile Camaleone
Pubblicato il 23 marzo 2013 3 commenti
In memoria di Pedrito Loco, mangiato da un gatto.
Ora vai, e insegna a mimetizzarsi agli angeli.
Tra tutte le fiere spaventevoli di cui m’è capitato di sentir narrare durante le mie innumerevoli peregrinazioni, niuna per lo certo è più spaventevole dello terribile Camaleone.
In tutto simile al leone della savana africana, lo Camaleone possiede però due occhi grinzosi che muove indipendentemente lo uno dall’altro nelle direzioni che egli desidera. Le zampe anteriori, dotate di lunghe dita a ventosa, gli permettono di scalare circa tutte le varietà di superfici. Quelle posteriori invece, potenti e munite di artigli, consentono alla fiera balzi terrificanti.
Le fauci sono disseminate di denti acuminati, tra di essi lo Camaleone nasconde una delle sue armi più micidiali: una lingua lunga e appiccicosa, con la quale esso sole agguantar le prede ignare.
Lo Camaleone elegge solitamente a dimora climi caldi, abbondanti di acqua et flora et fauna.
Si nutre infatti prevalentemente di carne, che consuma in quantitate considerevole, sicché, esaurito un territorio di caccia è costretto a spostarsi in cerca di un altro, spesso conteso ad altri Camaleoni.
Il suo ruggito, facilmente confondibile con quello del leone comune, è chiaramente udibile anche a distanze ragguardevoli.
Ma l’abilità più infida dello Camaleone, che indubbiamente lo pone e a pieno titolo tra le belve più perigliose del globo, è quella di mutare a piacimento il proprio colore per mimetizzarsi alla perfezione.
Per questo, de facto, nessuno lo ha visto personalmente e chi ha ottenuto di mirarlo da vicino non ha potuto in seguito favellare di esso , né di nessun altra cosa.
Dialoghi del terzo tipo #8: la bomba intelligente.
Pubblicato il 19 marzo 2013 4 commenti
Dieci anni di guerra in Iraq.
Happy Bomb-day.
– Va’ via bambino, che devo lavorare. È pericoloso.
– Scusa, ma cosa stai facendo?
– Sto esplodendo.
– È questo il tuo lavoro, esplodere?
– Sì. Sono una bomba, le bombe esplodono.
– E se ti abbraccio?
– Io non lo farei.
– Perché? È molto meglio essere abbracciati che esplodere.
– Io devo esplodere, sono una bomba. Vai via, su.
– Facciamo così, prima ti abbraccio, poi esplodi.
– Sei pazzo? Stai lontano. Lontano ho detto! Non toccarmi con quelle manine appiccicose di… che diavolo è?
– Cioccolato.
– Di cioccolato! Fermo ti dico!
– Ecco, vedi?
– Oh.
– Come ti pare?
– Piacevole. Ora vai a casa, che è tardi.
– Non esplodi più?
– Oggi no. Domani.
– Verrò ad abbracciarti anche domani allora.
Pulp-Corn parte IV: Una situazione di Emme
Pubblicato il 10 marzo 2013 Lascia un commento
Online il quarto capitolo della disavventura “Pulp-Corn“.
Più sangue, più ottusità, più sfiga, al prezzo di sempre (cioè aggratis).
Tutti i capitoli sono sulla piattaforma TheIncipit, sulla quale come sempre potrete aiutarmi a costruire la storia.
Clicca qui!
(Chi non lo fa, è un helicobacter pylori.)

Reincarnazione
Pubblicato il 10 marzo 2013 Lascia un commento
Era così sfigato che, quando morì, si reincarnò in una di quelle farfalle che vivono solo un giorno.
E quel giorno pioveva.
