Don’t shoot on Erasmus/Non sparate su Erasmo

Ci tengo che questo testo sia comprensibile ai più, per questo in basso è disponibile anche la versione nel mio pessimo inglese.
I want this text to be understandable to most people, so it is also available in my bad English.

Non sparate su Erasmo
“Hola, me llamo Ferdinando y soy Italiano” è tutto quello che sapevo dire in spagnolo quando sono arrivato qui. Questo e “yo no entiendo”.
Mi trovo ad Albacete, Castilla-la-mancha, Spagna, dall’8 settembre.
Ora, dopo appena un mese, parlo uno spagnolo accettabile e ancora apprendo a una velocità allarmante per uno che le lingue le ha sempre imparate sudando sui libri.
Sono uno dei tanti, ultimi, fortunati partecipanti al progetto Erasmus.
Ultimi perché l’Unione Europea non ha più i fondi necessari a finanziare il progetto.
Fortunati perché, ora lo so, quella che sto vivendo è un’esperienza unica ed eccezionale e non mi riferisco solo all’apprendimento della lingua (fatto, comunque, già di per sé meritevole di ogni attenzione).
Vivo in un paese straniero, lontano da mamma e papà, dal mio cane, dal mio letto, dalle mie abitudini, ne imparo le usanze, le contraddizioni, i modi di dire e di fare.
Assaggio l’indipendenza, sebbene solo fisica e non economica, dal mio nucleo familiare; scopro i piaceri e i doveri di convivere con persone che non sono tenute a sopportarmi per forza.
Conosco gente di tutto il mondo, faccio esperienza reale di ciò che ho sempre sospettato: che la terra è gigantesca. Ciononostante riesco a stupirmi di come possiamo capirci l’un l’altro, condividere tutto, scambiarci idee in una lingua che non è la nostra di sempre.
Pongo le basi di legami che possono superare la distanza, nello spazio e nel tempo.
Allargo i miei orizzonti.
Spesso si pensa che gli studenti Erasmus facciano un sacco di festa e non studino come farebbero se fossero in patria. È una sacrosanta verità e non ho la faccia tosta di negarla.
Ma è proprio durante una festa, mentre il mio libro di storia riposava da qualche parte in fondo allo zaino e tre birre mi scaldavano lo stomaco, che ho pensato questo: se a ciascuno, una volta nella vita, fosse concessa un’esperienza del genere, tutti avrebbero molta meno voglia di farsi la guerra.

***

Don’t shoot on Erasmus
“Hola, me llamo Ferdinando y soy Italiano” That’s all I was able to say when I arrived here. That, and “yo no entiendo”.
I’m in Albacete, Castilla-la-mancha, Spain, from the 8th of september.
Now, after less than a month, I speak a quite good spanish and I’m still learning it at a warning speed for one whom that always studied languages sweating on the books.
I’m one of many, last, lucky people who are joining the Erasmus Project.
Last because the European Union has no more funds to finance the projcet.
Lucky because, now I know it, that which I’m living is an unique and exceptional experience, and I’m not just talking of learning the language (fact, however, in itself worthy of attention).
I live in a foreign country, far from my parents, from my dog, from my bed, from my uses, learning its uses, its contraddictions, the ways of saying and doing.
I taste the independence, although only physical and not economic, from my family; I discover the pleasures and duties of living with people who are not bound to bear me.
I meet people from all over the world, I experience what I ever suspected: the Earth is giant. Nevertheless i still can surprise myself of how we can understand eachother, share everything, exchange ideas in a language that is not ours.
I put the foundations of ties which can overcome the distance, I enlarge my horizons.
People often think that Erasmus students do a lot of partying and not studying as they would if they were at home. It is a sacred truth and I have not the nerve to deny it.
But it was during a party, while my history book was laying somewhere in the bottom of the backpack and three beers were warming my stomach, I thought this: if to everyone, at least once in life, was granted such an experience, nobody would think to make war anymore.

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2 commenti su “Don’t shoot on Erasmus/Non sparate su Erasmo

  1. che ti devo dire, temo che il problema sia nell’avere troppi grandi vecchi che pretendono di occuparsi dei probelemi dei giovani…

  2. ….come vedi i soldi per le guerre si trovano in fretta, e tanti, i soldi per l’Erasmus no! È ora di iniziare a cambiare qualcosa….. Buonanotte a tutti.

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