Ambientalisti su Marte

Non capisco perché ci si preoccupi tanto dell’inquinamento.
In fondo la soluzione al problema è semplice. Se ad esempio la soglia oltre la quale si dice che l’aria è inquinata è cento, basterebbe spostare questa soglia a 200 e il problema sarebbe risolto: nessuno potrebbe più dire che l’aria è inquinata. Il dottor Thomas Pratchett dell’università della California sostiene la rarefazione dell’ozono segua andamenti ciclici e si stabilizzerà da solo: non c’è nessun buco, se non nel cervello di chi non vuol capirlo. Il fatto che il prof Pratchett sia anche azionista di una grande compagnia petrolifera non inficia, come sostengono alcune malelingue, il suo giudizio.
Il surriscaldamento globale non è d’altra parte un’eventualità così catastrofica. Che si sciolgano pure le calotte polari! Male che vada cominceremo ad andare al mare a Bardonecchia. Chi poi ha più bisogno dei ghiacciai, adesso che ci sono i frigoriferi? E chi ha mai avuto bisogno degli orsi polari, coca-cola a parte?
Quella dell’inquinamento non è che un’invenzione delle associazioni ambientaliste, per vendere più magliette. Secondo queste associazioni l’inquinamento sta anche uccidendo tutte le api, e c’è chi dice che se  morissero le api l’intero sistema collasserebbe. Beh, vi dirò: da me di api non ce ne sono, e stiamo tutti benissimo lo stesso, grazie tante!
E vogliamo parlare dell’inquinamento luminoso? Che assurdità! Non si è mai visto  nessuno star male per la troppa luce, se mai è al buio che succedono le disgrazie. Questi ambientalisti vorrebbero vederci tutti  girovagare per le strade in piena notte a lume di candela!
Anche qualora avessero ragione – e non lo credo – potremmo sempre andarcene da un’altra parte; per esempio su Marte: pare che lì la gravità sia così bassa che i gas inquinanti si disperderebbero nello spazio. E pensate, avremmo anche risolto il problema dell’ozono: non ce n’è!
Suggerirei a questo punto di lasciare gli ambientalisti sulla Terra, visto che ci tengono tanto, senza considerare che troverebbero qualcosa da ridire anche su Marte.
Pensateci: niente alberi di cui preoccuparsi, niente specie animali in via d’estinzione da proteggere, niente ossigeno da salvaguardare.

Speriamo solo ci sia petrolio!

Fodo di Lee Roberts, via flickr

Foto via 

#Toretletterari

Toret dei Mastri Minusieri
14 maggio 2016, ore 16:00
Piazzetta Università dei Mastri Minusieri, Torino

toret

Con Clara Vajthò Paolo Agrati Carlo Molinaro
+ IMensemble

Filastrocca del Toret

[Versi scritti per l’evento Toret Letterari]

“Più della Sindone, più della Mole,
più del Simone, quel Santo liquore;
più del gianduia e delle nocciole
e più dell’Egizio – che pur mi sta a cuore,
ecco io credo riassuma Torino
lo scroscio gagliardo del bel fontanino
che in piazze e viuzze da sempre accogliente
attende che a lui venga tosto la gente.
Corpo di ghisa e testa di toro,
è oltre cent’anni che fa il suo lavoro:
getta dal muso – ma è cosa discussa –
acqua, si dice, del Pian della Mussa.”

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Foto: Daniele Vico, per Associazione Culturale RetròScena

Adotta un Libro: La Ballata di Lando su Bookabook

Oggi scrivere e pubblicare, si sa, è sempre più difficile. Il pubblico cambia, l’editoria cambia, e chi scrive s’arrangia.

Per questo ho accettato la sfida lanciatami da THeiNCIPIT e BOOKABOOK: scrivere un libro in sei mesi, durante i quali si svolgerà una campagna di crowdfunding per finanziarne la pubblicazione.

Il libro in questione è “La Ballata di Lando”, un fantasy a dir poco dissacrante, che vede appunto Lando l’Orgoblin impegnato in un’involontaria lotta per la salvezza del mondo.

Come funziona?
Semplice: seguite questo link che vi condurrà dritti alla campagna di raccolta fondi. Lì potrete scaricare un’anteprima gratuita dell’opera, e contribuire con quello che volete/potete donare alla causa, dando un’occhiata ai possibili premi (con una donazione minima di 5 euro ad esempio vi porterete a casa l’ebook a campagna conclusa, e così via).

E se non fosse raggiunta la soglia prevista per la pubblicazione?
Niente paura: il danaro vi sarà restituito. Bello, no?

Vi invito pertanto a dare un’occhiata alla pagina facebook di Lando in persona (QUI)
E soprattutto a partecipare alla campagna di raccolta fondi su Bookabook (QUI)

Dai, se no Lando ci resta male e poi chi lo sente.