Your own personal Steven

I problemi non si risolvono con la violenza.
Praticamente è uno dei primi insegnamenti che ti danno. Ricordi quando da piccolissimo un altro bambino ti rubava il giocattolo e tu gli davi una di quelle manate goffe, da bimbo, ma già cariche di significato? Lo guardavi piangere, senza rimorso, apostrofandolo anzi con espressione dantesca: “vuol sì colà dove si puote ciò che si vuole, strunz!”
Poi arrivava tuo padre e te lo spiegava meglio che no, non si fa. Anche due volte, se occorreva, a mano aperta sul culo.
Così crescevi in questa dogmatica convinzione che la violenza non risolve i problemi, finché…
Finché arriva lui.
Un uomo che ha fatto della violenza la risposta ad ogni interrogativo.

“Chi ha scoperto l’America, Steven?”
“La violenza”

“Qual è il fiume più lungo del mondo, Steven?”
“La violenza”

“Come portiamo la pace nel mondo, Steven?”
“La violenza”

E così via.

Steven Seagal.
Sorvolando sulle sue indiscutibili capacità espressive, emerge con chiarezza il conflitto del neo-adolescente che scopre i suoi film. Anni di insegnamenti mandati in fumo con quattro o cinque lungometraggi di qualità discutibile: lui picchia i cattivi, i cattivi perdono, lui vince e si trova anche la ragazza. Facile.

Ho pensato come sarebbe la mia vita se fossi Stevan Seagal. Ma lo scenario era desolante, così ho ripiegato inventando il “Personal Steven”.

Schiocchi le dita e lui è lì, a prendere a pugni la macchinetta degli snack che s’è mangiata la moneta.
Un fischio e lui entra calandosi con una corda da un elicottero, mandando in frantumi la finestra, nonostante siamo al primo piano; poi prende per le orecchie il cagacazzi che da venti minuti sta parlando della sua barca a vela a voce alta in aula studio e gli fa fare il giro del mondo in ottanta sberle.
C’è anche la versione Android, dove lui arriva e fa a pezzi il cellulare del suddetto cagacazzi.
L’unico limite al “Personal Steven” sarebbe forse incontrare qualcuno con un “Personal Chuck”, ipotesi piuttosto remota anche se non impossibile.

Ma alla fine di tutto questo, è rimasta su di me l’ombra dell’antico quesito:

“è davvero opportuno risolvere con la violenza i problemi?”
“La violenza.”

Grazie Steven.

*Articolo puramente umoristico. L’autore non ritiene giustificabile la violenza in nessun caso, eccetto quando il computer si spegne dopo che hai scritto dieci pagine dimenticandoti di salvare.
**Nel dubbio è sempre bene impostare il salvataggio automatico.

personal steven seagal

“Your own personal Steven Seagal” – di F. de Blasio

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