Italia 2112

Non siamo poi così lontani.

Il blu dei lampeggianti s’infrange sull’asfalto bagnato.
Attraverso il finestrino appannato distinguo la figura dell’agente della stradale che, incurante del maltempo e del mio impegno imminente, mi fa cenno di abbassarlo.
– Patente e Profilo di Facebook, per favore.
A malincuore gli porgo quello che chiede, senza staccare lo sguardo dalle lancette del mio orologio, ancor più insensibile del mio interlocutore.
– Stiamo Twittando i suoi dati in centrale, questione di pochi minuti – mi dice, il fascio di luce potente della torcia puntato dritto negli occhi – intanto è disposto a rispondere ad alcune domande?
Faccio cenno di sì, nervosamente, sentendo sulla pelle la carezza dei secondi che scivolano via veloci. Lui tira fuori un taccuino umido e una penna e si appresta a prendere nota.
– Ha bevuto?
– Poco – rispondo, in questi casi è sempre meglio dire la verità – solo una birra.
– Che marca? – domanda, senza alzare gli occhi dal taccuino.
– Heineken.
– Ha mai provato la nuova Puffendorf doppio malto? Tutto il sapore dell’autentica birra di importazione tedesca, alla metà del prezzo.
L’ho provata sì: è una merda. È come se prima di servirtela il barista ci si fosse sciacquato dentro le palle.
Questo però all’agente non lo dico, la polizia è sempre piuttosto suscettibile riguardo ai suoi sponsor.
– No signore – mi limito a dire, sperando che se la beva.
Lo sbirro s’arresta un istante, mi guarda da sotto il berretto zuppo di pioggia.
– Sarebbe disposto a provarla?
Merda. Se dico di no, parte il verbale e mi tiene qui un’altra mezz’ora, se dico di sì dovrò bere quella brodaglia teutonica al sapore di scroto.
– Certo.
S’allontana verso la volante, ritorna con una bottiglia omaggio da 33 cl.
La bevo davanti ai suoi occhi, sforzandomi di apparire soddisfatto, poi gli restituisco il vetro.
– Come le pare?
– Ottima – mento, e intanto spero che quello che ho in bocca non sia un pelo.
– Ne comprerebbe una confezione? Sono appena venti euro.
Fottuta privatizzazione delle forze dell’ordine.
– Sicuro.
– Ottimo, vado a prenderla e le riporto anche i documenti.
Lo fisso attraverso scrosci di pioggia trafficare nel bagagliaio dell’auto d’ordinanza, afferrare qualcosa che il collega gli porge dall’interno dell’abitacolo e tornare sui suoi passi.
– Sono centoventi euro.
– Mi pareva avesse detto venti – sbotto, sorpreso ma neanche troppo, di fronte all’ennesima inculata.
– Venti per le birre, cento di verbale: dalla centrale risulta che lei viaggia senza aver aggiornato il proprio profilo.
Lancio la cassetta di birra sul sedile posteriore e pago senza protestare, il tempo è agli sgoccioli.
Parto di corsa, schizzando acqua e ciottoli, sperando che il traffico sull’IPhonestrada non sia la solita merda.
Tre minuti, mi restano solo tre minuti per raccogliere i miei ortaggi su Farmville.

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