Il Programmone

Più realistico di quanto sembri,
più vicino di quanto pensi.

Nel superattico era riunito l’intero consiglio di amministrazione della Grande Azienda.
Le facce dei consiglieri, se non fossero state tese da migliaia di euro di interventi chirurgici, avrebbero tradito la loro preoccupazione. I guadagni erano in calo vertiginoso e la Grande Azienda sull’orlo del fallimento.
“Mettiamo più pubblicità” aveva suggerito, a mezza bocca, il responsabile del Marketing.
La verità era che avevano già messo pubblicità ovunque: sugli autobus, sui tetti delle case, sotto le sedie (per l’utenza delle gomme da masticare), nei libri di scuola, sott’acqua. Avevano inventato perfino le pubblicità per animali, in cagnesco, gattesco e pescese. L’ultima trovata, un investimento da trecentomila miliardi, fu dipingere lo sponsor sulla faccia della luna.
“Licenziamo più dipendenti” azzardò il responsabile del Personale.
Ma la Grande Azienda si reggeva ormai, dopo gli ultimi tagli, su tre crumiri sottopagati e settanta membri del consiglio di Amministrazione.
“Falsifichiamo il bilancio!” strillò eccitata la responsabile Commercialista, dimenticandosi forse che l’ultimo rendiconto presentato al fisco consisteva in un fascicolo con due pagine di un catalogo per novelle spose e alcune vignette ritagliate da Topolino.
“Egregi colleghi, scusate” disse pacato il responsabile delle Affermazioni Ovvie “ci vuole un’ideona”.
Tutti applaudirono e all’unanimità decisero di aumentarsi lo stipendio.
Dopo il pranzo di festeggiamento tornarono a sedersi nel superattico.
“Ma, scusate, qual è quest’ideona?” domandò sopprimendo un rutto il nipote del responsabile del Personale, che non era responsabile di niente in particolare.
Il silenzio piombò sui presenti, che si voltarono a fissare il responsabile delle Affermazioni Ovvie.
“Facciamo il Programmone”.
I presenti assunsero un’aria cupa e solenne, nessuno aveva mai osato organizzare il Programmone.
“È l’unica soluzione” ammise il responsabile delle Poltrone Vibranti, che aveva un’ottima reputazione nel consiglio della Grande Azienda.
Il mattino seguente fiumi di pubblicità si riversarono ovunque, fu un’inondazione mediatica.
“Vuoi diventare famoso? Il Programmone sta cercando te!”
“Cosa studi a fare? C’è il Programmone!”
“Smettila di appiccicare gomme, sta arrivando il Programmone!”
“Non sei intelligente? Non sai fare niente? Non preoccuparti, il Programmone cerca anche te!”
“Bau bau Programmone bau bau.”
Alla fine tutto fu pronto.
I provini, durati sei mesi, erano stati perfettamente inutili, perché furono presi tutti i partecipanti.
Un’intera città era stata rasa al suolo per allestire lo studio televisivo.
I giornali ne parlavano come l’evento del millennio, tale che le profezie maya furono modificate per coincidere con la data della messa in onda: si prospettava uno show di dimensioni bibliche.
E così fu.

Il responsabile delle Cattive Notizie arrivò nel superattico tutto sudato. Gli altri membri del Consiglio di Amministrazione della Grande Azienda erano già tutti riuniti e i loro sguardi liftati e le loro bocche al botulino sembravano sul punto di esplodere.
“Allora?” chiese il responsabile alle Poltrone Vibranti.
Il responsabile delle Cattive Notizie solitamente gioiva nel dispensarle. Stavolta neppure lui riusciva a parlare.
“Ecco” disse alla fine, con la testa pelata imperlata di sudore “è stato un fiasco totale. Audience al minimo storico, lo zero per cento.”
“Non è possibile” tuonò il responsabile dell’Audience.
“Dev’esserci un errore” fece eco responsabile delle Affermazioni Ovvie “è stato lo show più grande di sempre!”
Tanto grande che tutti vi avevano preso parte e nessuno
era rimasto a casa a vederlo.

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Un commento su “Il Programmone

  1. “Ma la Grande Azienda si reggeva ormai, dopo gli ultimi tagli, su tre crumiri sottopagati e settanta membri del consiglio di Amministrazione.”
    ebbenesì. più realistico di quanto sembri…
    simpatico anche il corto-circuito finale. e adesso? l’unica speranza per la grande azienda è che i dati dell’audience li rilevi l’auditel.
    : )

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