Come creare un personaggio per un libro, a partire dal suo portafogli

wallet

Uno dei compiti più impegnativi di uno scrittore è creare personaggi realistici e convincenti. Quello che propongo di seguito è un piccolo trucco per inventare un personaggio per un racconto o romanzo, a partire dal suo portafogli.

1) Apri il tuo portafogli

e tira fuori tutto quello che c’è dentro, poi spargine il contenuto sul tavolo vicino al computer (o al foglio).

Cosa vedi? La carta di identità, l’abbonamento dell’autobus, la tessera universitaria e quella del bikesharing, la patente, l’abbonamento ai musei, vari scontrini, un appunto datato settembre 2012…

Tutte queste cose insieme descrivono già un personaggio: tu.

2) Prova a immaginare il portafogli del tuo personaggio

Che tipo di portafogli ha?

Un portafogli nuovo di pelle con inserti in argento e numerosi spazi per le carte di credito; uno più modesto, magari di tela, consumato dall’uso; o forse ha solo due pezzi di cartoncino tenuti insieme da un elastico?

Il portafogli di una persona può dire molto di chi lo possiede.

Il proprietario di quello con gli inserti in argento per esempio potrebbe essere un manager di successo (o magari… un gran truffatore).

3) Ora prova a immaginare come lo ha avuto

Lo ha comprato (dove, in che occasione)? È un regalo (da parte di chi)? Lo ha rubato o trovato? Non avere fretta, concediti il tempo di immaginare i dettagli.

4) Aprilo: cosa contiene?

Questa è la parte più interessante: il contenuto del portafoglio ci racconterà tutto delle abitudini del nostro personaggio, e anche qualcosa di occasionale.

Spargi mentalmente il contenuto del suo portafoglio sul tavolo e passalo in rassegna.

5) I documenti del personaggio e le informazioni di base

La carta di identità ci dirà già tantissimo – tutto l’essenziale – sul personaggio: come si chiama, quanti anni ha, dov’è nato e dove vive. Ci dirà esattamente quanto è alto, di che colore sono i suoi occhi, quali sono i suoi eventuali segni particolari.

Ci darà perfino – grazie alla fototessera – una prima fuggevole descrizione del suo volto. (Le condizioni in cui versa la carta di identità potranno poi aprire nuovi interessanti scenari…)

Dalla presenza o assenza della patente di guida (e di quale veicolo) potremmo desumere altre importanti informazioni.

6) Le tessere e le informazioni accessorie

La vita delle persone oggi dipende sempre di più dalle varie tessere che si portano appresso. Lo scrittore può sfruttare queste informazioni a proprio vantaggio.

La tessera universitaria, quella del cinema, dei musei, della palestra o piscina, del teatro, della biblioteca, di un particolare club o associazione (segreta e non) ecc. ci daranno poi informazioni marginali ma estremamente utili per dare carattere e tridimensionalità al personaggio.

7) Scontrini e biglietti da visita

I nostri portafogli – o almeno il mio – si riempiono quotidianamente di una massa anonima di scontrini, messi via di fretta insieme al resto dell’ultima spesa, e di biglietti da visita spesso non più associabili a un volto.

Ma come ogni buon investigatore sa, dagli scontrini si possono dedurre molte cose sui gusti e le abitudini di una persona, sulla sua condizione economica, perfino sui suoi orari e spostamenti.

Investiga a fondo sul tuo personaggio, studiando gli scontrini e i biglietti da visita che saltano fuori dal suo portafoglio. Ha pranzato ristorante cinese, lo fa spesso? Perché ha comprato due scatole di guanti di lattice? Chi è questo dr. Fascinoti, sensitivo?

8) E poi ovviamente i soldi

Se no che portafogli è?

Chiediti quanto denaro c’è, di che paese o paesi, se è denaro vero… e poi cerca di spiegarti il perché.

9) Un piccolo esercizio di scrittura creativa

Lo sviluppo del personaggio è un processo che richiede pratica e molta pazienza.

Per fare pratica, comincia dal contenuto del tuo portafogli, che hai tirato fuori prima: esaminalo e inventa un personaggio che “potrebbe essere te”.

Per la pazienza, non so!

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10 commenti su “Come creare un personaggio per un libro, a partire dal suo portafogli

  1. Pingback: “La donna dal taccuino rosso”- Antoine Laurain – La rana sulle stelle

    • Ciao!
      Non ero a conoscenza di questo libro, a dire il vero. Ad ogni modo di esercizi di questo tipo ce n’è un’infinità: si può fare col guardaroba, col cestino della spazzatura, con la scrivania (dimmi dove scrivi e ti dirò chi sei!) e così via.
      Durante i laboratori cerco di stimolare il più possibile la vena creativa, perché tendiamo spesso a gravitare intorno a stereotipi quando si tratta di personaggi.

  2. Sono d’accordo con te. Una buona costruzione del personaggio è essenziale al buon funzionamento della trama. Ogni vorlta che scrivo un racconto, mi ritrovo a rivolgere al mio personaggio il primo pensiero della mattina e, scritta l’ultima riga, lo saluto come fosse un amico di vecchia data.

    • A volte penso chee un buon personaggio sia l’unica cosa che fa funzionare la trama. Un personaggio coinvolgente sarà seguito dal lettore qualunque cosa faccia. Un po’ come queste star al centro perenne di riviste di gossip: alla gente non importa cosa facciano, purché siano loro a farlo.

      • si, dedico molto tempo alla costruzione dei personaggi. è una fase che mi affascina e cerco di trasmettere lo stesso a chi frequenta i miei laboratori, a prescindere dalla loro età.

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